La manifestazione storica della
Sartiglia è considerata buon diritto una finestra che ogni anno, quasi per incanto, si apre sulla storia della città di Oristano. Le antiche corporazioni di mestiere, il torneo, gli abilissimi cavalieri vestiti con antichi costumi, i possenti cavalli bardati a festa, sono i protagonisti assoluti di questo spettacolo straordinario.

rulli dei tamburi, e gli squilli delle trombe rappresentano per i cittadini di Oristano e per tutti i turisti, sempre più numerosi, provenienti da ogni parte del mondo, la colonna sonora di una festa che rimanda a tempi lontani. Gli oristanesi alla vista del solenne corteo aperto dal Componidori sentono nel cuore un sussulto, un risveglio della loro identità, un forte sentimento di appartenenza ad una storia, lunga e importante, che ogni anno si rinnova. I turisti e i visitatori che arrivano in occasione della Sartiglia respirano quest'aria e la visita ai più importanti monumenti della città può rappresentare un'ulteriore opportunità. Il percorso della Sartiglia insiste sulle strade toriche della città. Al termine della vestizione del Componidori, che in genere si svolge fuori dal centro storico della città, il corteo si dirige verso la strada del
Duomo, dove avviene la corsa alla stella. Sino
al 1907 i cavalieri attraversavano
la Porta a Mare per poter raggiungere la cattedrale, entrando da quella che un tempo costituiva la porta d'accesso alla città murata perchè arrivava da Sud. In quell'nno l'edificio venne abbattuto perchè reputato di scarso valore storico-artistico. Risultava inoltre già in rovina la torre di
San Filippo, adiacente al palazzo di residenza dei sovrani medievali, situato in prossimità dell'attuale carcere. Proprio dallo spazio antistante il carcere, prende il via la corsa del cavaliere che tenta di cogliere la stella, retta dal nastro verde teso sotto il campanile trecentesco della cattedrale
dell'Arcidiocesi Arborense. All'interno della cattedrale, dedicata
all'Assunta, numerose cappelle e splendide statue testimoniano le diverse fasi storiche dell'importante edificio che rimanda le sue più lontane origini all'età bizantina. La cappella della
Madonna del Rimedio, con la statua della Madonna in pietra policroma nell'antica cappella gotica, la trecentesca statuta dell'Annunziata scolpita da
Nino Pisano, la capella del martide
Archelao patrono della città e quella del gremio dei falegnami, realizzata in stile barocco con decori in oro zecchino, sono solo alcuni dei preziosi gioielli di questo monumento religioso tra i più solenni dell'isola.

Insistono su percorso della corsa alla stella anche la chiesa ed il convento di San Francesco, situati proprio nella curva che i cavalieri affrontano con velocità ed ardimento.La chiesa, di origine duecentesca, si presenta oggi in stile neoclassico e custodisce gelosamente il crocifisso detto di
Nicodemo. L'opera lignea, ascrivibile al tipo tragico doloroso del Cristo sofferente in croce, d'ispirazione renana, è attribuito a maestranze valenzane
del XIV secolo, ed è presente in Oristano d'antica data rappresentando uno dei monumenti più importanti della religiosità e della cultura non solo sarda. La galoppata dei cavalieri che hanno tentato di infilare la stella termina nel piazzale antistante la chiesa di
San Mauro, dopo aver superato la chiesa di Sant'Antonio, cappella di un antico ospedale medievale cittadino, e la chiesetta dello spirito santo di origine bizantina. Successivamente il corteo dei cavalieri, diretto verso la strada delle pariglie, si immette nella
piazza Eleonora. La piazza è dominata dalla statua realizzata alla fine
dell'Ottocento dall'artista
Ulisse Cambi in onore di
Eleonora d'Arborea. regina reggente del
Regno medievale d'Arborea vive nell'ultimo scorcio del Trecento e il suo nome è legato alla promulgazione di un'aggioramento della
Carta Delogu. Il codice di leggi alla base del diritto del regno. Sulla piazza si affacciano il palazzo degli scolopi, un tempo convento, oggi sede degli uffici dell'amministrazione comunale e i
l palazzo Campus Colonna, del XVIII secolo, sede dell'ufficio del sindaco della città e di altri amministratori.
Il corso Umberto, comunemente chiamato "via Dritta", unisce la piazza Eleonora con la piazza Roma, altro cuore pulsante della città. Sulla via Dritta si affaccia il palazzo Arcais, oggi sede di rappresentanza e di alcuni uffici dell'amministrazione provinciale di Oristano, eretto
nella seconda metà del XVIII secolo dal novile
Don Damiano Nurra Conca, marchese de Arcais, il quale volle edificare e donare all'ordine dei carmelitani un convento, oggi sede di alcuni corsi universitari, e una chiesa eretta in perfetto stile barocco piemontese. Sulla piazza Roma trionfa la possente torre eretta
nel Duecento da Mariano II d'Arborea. Il sovrano arborense sul fine
del XIII secolo volle potenziare il sistema di difesa di questa capitale medievale fa costruire il muro di cinta della città fortificato con ventotto torri, dotando la citta di tre ingressi principali.
La torre di Mariano, detta anche di
San Cristoforo o Portamanna, costituiva l'ingresso principale della città perchè arrivava da Nord.

La torre, costruita in blocchi di arenaria misura ventotto metri e custodisce nel sopralzo una campana in bronzo
del XVIII secolo, raro esempio di campana ad uso civico. questo modo il corteo fuoriesce dalla linea immaginaria del percorso della città murata per trasferirsi lungo la strada che correva di fianco alle antiche mura cittadine.
La via Mazzini inizia sul sagrati della chiesa di
San Sebastiano, di origini seicentesche, e si sviluppa lungo il fossato che anticamente correva intorno al circuito difensivo. Sulla strada del percorso delle evoluzioni si affaccia
la torre di Portixedda. La cosiddetta
"piccola porta", visibile all'interno rappresenta una delle torre del citato sistema di difesa della città, e così come si presenta oggi è frutto di un'intervento subito nei secoli della dominazione spagnola dell'isola. Particolarmente interessante risulta la visita
dell'Antiquarium Arborense il museo archeologico della città. Le diverse esposizioni temporanee e permanenti trovano sistemazione in un'elegante palazzo che custodisce preziose collezioni archeologiche. Sono inoltre presenti due straordinarie ricostruzioni tridimensionali, quella della città di
Tharros riconducibile all'epoca romana e quella di Oristano, capitale del
Regno d'Arborea cinta delle mura e delle torri con tutti i monumenti riferibili all'età medievale. La presenza di preziosi retabli
del XV e del XVI secolo, riconducibili a maestranze catalane e ai più noti artisti sardi del tempo, arricchiscono ulteriormente questo importante scrigno e di storia della città.