martedì 6 novembre 2012


Le Collezioni Pulix e Sulis

Il 24 luglio 2010 è stata inaugurata al Museo Civico di Cabras l’esposizione di due collezioni di materiali archeologici che prendono il nome dai loro antichi proprietari.
La Collezione Pulix, acquistata dalla Regione Sardegna e affidata temporaneamente al Museo, si è formata tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento con materiali rinvenuti probabilmente nei territori di Suelli o Tonara. La raccolta, che conserva manufatti di notevole interesse nel quadro delle produzioni artigianali di età nuragica, in gran parte databili tra il Bronzo finale e la prima età del ferro, è composta, per la quasi totalità, da oggetti metallici. Tra i più significativi si ricordano numerose armi in bronzo (asce, spade, punta di lancia, pugnali, coltello, spilloni), oggetti d’ornamento (bracciali, fibule d’importazione, vaghi di collana), bottoni, frammenti di tripode di tipo cipriota, una navicella nuragica integra, figurine di animali, due recipienti in piombo, alcuni vasi ceramici. Nonostante l’assenza dei dati di provenienza, può ipotizzarsi che una parte dei reperti bronzei costituisse la riserva di un fonditore o parte di un ripostiglio finalizzato al reimpiego del metallo. Non si può escludere neanche che molti di questi fossero stati realizzati per un ambito votivo e cultuale e che in tale contesto facessero parte di un deposito di beni preziosi tra i quali erano presenti anche elementi esotici di importazione (tripode cipriota e fibule peninsulari).
La Collezione Sulis è costituita invece da quasi sessanta reperti, provenienti in gran parte dal Sinis e inquadrabili in un arco cronologico compreso tra la preistoria e la tarda antichità. I materiali, in parte editi negli anni Novanta, sono stati consegnati al Museo di Cabras dal Dott. Paolo Sulis di Oristano. Tra i materiali ceramici si ricordano un’olletta decorata neolitica, un’olletta nuragica, numerosi vasi anche dipinti di età punica, alcuni vasi a vernice nera, alcuni dei quali rinvenuti nella penisola italiana, numerosi esemplari di età romana sia di probabile produzione locale che di importazione. Si segnala inoltre un bruciaprofumi a testa femminile, del tipo di solito associato a culti femminili di età punica e romano-repubblicana. Tra i materiali non ceramici, compaiono alcuni oggetti romani in vetro, una moneta in argento coniata a Messina alla fine del V sec. a.C., due stele funerarie in arenaria, databili tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’età imperiale romana, quattro cinerari in arenaria di forma subcilindrica o parallelepipeda, ascrivibili a deposizioni di età tardo-repubblicana o primo imperiale. Nonostante l’assenza dei dati di contesto, la Collezione appare di grande interesse per la varietà e il numero dei reperti che risultano esemplificativi di diverse classi artigianali antiche.

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